Oggi nel campo delle investigazioni vengono utilizzate apparecchiature modernissime e alla portata di tutti. Chiunque oggi può trasformarsi in un agente segreto utilizzando microspie e/o telecamere nascoste e, con la giusta accortezza, si riescono a raccogliere informazioni utili alle indagini, siano esse private o per casi più gravi.
Le attuali microspie sono in vendita già occultate nelle più svariate apparecchiature di uso quotidiano proprio per soddisfare le richieste di un pubblico sempre più ampio ed esigente e proprio grazie a quest’incremento dell’utilizzo, la vendita delle microspie sta diventando un business in continua crescita.
Infatti, navigando in rete è possibile trovare microspie do ogni genere, controllabili da qualsiasi distanza, grazie al supporto di slot per SIM card. Gran parte delle microspie GSM sono controllabili via SMS e con un semplice messaggio di testo è possibile attivarle o disattivarle, o è perfino possibile impostare funzionalità di richiamata automatica che consentono alla microspia di attivarsi automaticamente ed effettuare una chiamata non appena rileva dei suoni.
Un numero sempre maggiore di utenti naviga sul web in cerca di soluzioni per la sorveglianza audio o video per smascherare casi di tradimento coniugale, di spionaggio industriale o semplicemente per passione. Anche le forze dell’ordine stanno utilizzando sofisticate apparecchiature di sorveglianza in operazioni di raccolta di informazioni e prove su pericolosi criminali, adottando delle microspie tecnologicamente avanzate e soprattutto affidabili.
Le microspie, nonostante siano un’efficace arma di difesa e di controllo, non sono però gli unici dispositivi su cui poter fare affidamento quando si devono compiere azioni di investigazione: la moderna tecnologia offre anche microregistratori di altissimo livello, professionali, capaci di captare suoni a distanze interessanti e mantenendo sempre una qualità audio eccellente, oppure è possibile scegliere microspie ambientali senza doversi preoccupare dell’installazione grazie alla loro semplicità e versatilità di utilizzo.
A seconda del livello di rischio, infatti, può rendersi necessario usare un dispositivo differente, idoneo a raggiungere i propri scopi.
Per le infedeltà coniugali, gran parte degli utenti usano trasformare comuni telefonini in cellulari spia attraverso l’installazione di software in grado di trasmettere dati in modalità nascosta consentendo al coniuge tradito di ascoltare le conversazioni del fedigrafo in tempo reale, o di leggerne copia di tutti gli SMS inviati o ricevuti, senza limiti di distanza.
Anche se stiamo sempre più vivendo l’era digitale (ormai lo switch-off alla nuova televisione visibile solo con apposito decoder è ultimato), esistono ancora molti apparecchi analogici la cui utilità è impareggiabile. Potremo prendere come esempio la fedeltà stereofonica offerta dall’ascolto musicale tramite giradischi e LP in vinile (insuperata dai nuovi formati di compressione digitale), per parlarvi non soltanto di microspie GSM, bensì delle microspie ambientali analogiche, che funzionano attraverso le normali onde radio.
Si tratta di uno degli strumenti di intercettazione tutt’ora più utilizzato al mondo, che ha fatto la fortuna di moltissimi 007 impegnati in attività di spionaggio industriale o militare.
Il funzionamento è semplice: la microspia è in realtà un microfono spia collegato ad un piccolo trasmettitore. Facendo coincidere la frequenza del trasmettitore con quella di un apposito ricevitore che può essere piazzato (a seconda dell’intensità di emissione) ad alcuni metri (ma si arriva fino chilometri) di distanza per monitorare tutti i suoni ambientali provenienti dal luogo in cui la microspia è stata posizionata.
Grazie alla speciale tecnologia VOX inoltre, il trasmettitore si attiva solo in presenza di determinati livelli di rumore. Ciò consente un duplice vantaggio: si risparmi la durata della batteria della microspia e, soprattutto, si evita che questa possa essere rilevata attraverso strumenti di controspionaggio. L’apparecchiatura, dal momento che non è attiva, non è infatti neanche rintracciabile.
Il giornalista Giacomo Galeazzi e lo scrittore Ferruccio Pinotti hanno appena pubblicato “Wojtyla Segreto, la prima controinchiesta su Giovanni Paolo II” un libro che getta una luce diversa su papa Giovanni Paolo II. Oltre al grande uomo di fede che ha cambiato il 20esimo secolo, c’è un Wojtyla che non esitava a far piazzare microspie per ascoltare cardinali o che approvava il flusso di soldi sporchi che passava tramite lo IOR di Marcinkus.
Wojtyla stesso fu vittima delle microspie, quando da vescovo era già inviso al regime comunista polacco. Certo, l’uso di microspie ambientali (che in tempi più moderni ogni microspia si sarebbe sostituita con le più maneggevoli microspie GSM) per ascoltare personaggi potenzialmente scomodi era un fenomeno piuttosto comune in quel periodo, e bisogna contestualizzare il tutto.
A quei tempi c’erano due blocchi contrapposti in lotta tra di loro, e se la “disinvoltura” dello IOR poteva far storcere il naso a più d’uno, i fondi che passavano per la Banca vaticana erano funzionali alla lotta senza quartiere contro i regimi socialisti dell’epoca; allo stesso modo, le microspie invadevano sedi diplomatiche e residenze di cardinali, per una lotta non soltanto tra religione e totalitarismo, ma anche nel quadro di lotte intestine vaticane di ben poco note all’esterno delle Mura.